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Marocco Francesco


Il Primperan è uno sciroppo contro la nausea, a base di Metoclopramide. Dallo sciroppo prende il nome il personaggio nato dalla penna di Francesco Marocco, all’interno del racconto Acrobatica Maristella, pubblicato ne “L’estate in cui il Bari comprò Joao Paulo”, Ed. Lameridiana, 2006.
Primperan è il primo Trentaneo, il trentenne estraneo, un trentenne che non riconoscendosi nella realtà che lo circonda, piuttosto che cercare il dialogo, si chiude. Illudendosi di limitare il danno al disincanto. Al chiamarsi fuori. Come tradisce il suo nome, il non lasciarsi coinvolgere lo aiuta a non vomitare.
Inetto ed alieno, perfetto come antieroe, Primperan non rinuncia a sognare.
Dallo scorso gennaio, le Avventure di Primperan appaiono ogni domenica sul Corriere del Mezzogiorno.
Con una scrittura ironica e spesso surreale, Marocco traccia un profilo dei trentenni contemporanei, delle loro paure, ossessioni, nevrosi. Cosa sognano i trentenni, o più spesso perché non sognano.
I racconti affrontano il problema del precariato, inteso come difficoltà di guardare al futuro. Un precariato fatto di forme di lavoro mortificanti, dove è impossibile pensare all’acquisto di una casa, o pronunciare la parola pensione. Ma precarietà è anche la precarietà dei rapporti umani che la disillusione genera. E’ per questo che i racconti di Primperan sono pervasi da un grande senso di nostalgia, come per qualcosa andato perso, senza sapere quando, né forse neanche bene cosa.



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